Lusso: Ferretti Group al BOOT 2020 di Düsseldorf
Ferretti Group presente al BOOT 2020, il più importante appuntamento nautico europeo della stagione invernale, in programma a Düsseldorf dal 18 al 26 gennaio.
Sei gli yacht esposti, tra cui spiccano le due le première: il nuovo Pershing 7X, capolavoro della ‘X Generation’ svelato in anteprima mondiale, e il già iconico Riva Dolceriva, che debutta per la prima volta sul mercato tedesco. L’Avv. Alberto Galassi, Amministratore Delegato di Ferretti Group ha parlato degli oltre 200 milioni di euro investiti negli ultimi 4 anni, che hanno generato il 90% dei ricavi del 2018, soprattutto grazie all’apporto dei nuovi prodotti. Il trend positivo si conferma anche nel 2019 con un order intake pari a 691 milioni di Euro, +20% rispetto al 2018 quando l’order intake era stato di 574 milioni di euro.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.