Inflazione Ocse in calo all’1,6% in settembre
Prezzi più freddi nell’area Ocse. Nel mese di settembre, l’inflazione ha subito un calo all’1,6% su base annua dall’1,9% di agosto. L’andamento riflette principalmente la flessione registrata dalla Turchia ma anche la discesa dei prezzi dell’energia.
La Germania segna 1,2% dopo 1,4% in agosto, la Francia 0,9% da 1%, l’Italia 0,3% da 0,4% e il Giappone 0,2% da 0,3%. Inflazione invariata in Canada (1,9%) e nel Regno Unito e negli Usa (entrambi all’1,7%). L’inflazione annuale nell’Eurozona risulta dello 0,8%, in flessione dall’1% di agosto.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.