Usa, produzione industriale ai minimi da cinque mesi
La produzione industriale è scesa dello 0,4% a settembre in quello che il maggior calo mai registrato nell’economia statunitense dallo scorso aprile. Lo ha dichiarato la Federal Reserve.
Il declino è stato superiore alle attese, attestate a -0,2%; a pesare è stato lo sciopero dei lavoratori di General Motors, che si è protratto per un mese per chiedere aumenti salariali e benefit sanitari all’azienda. Nel terzo trimestre la produzione industriale è aumentata ad un tasso annuo dell’1,2%, dopo due cali nei primi due trimestri intorno al 2%.
La produzione manifatturiera è scesa dello 0,5%; se si esclude la componente automobilistica il calo si riduce allo 0,2%. %.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.