Ft: grane per la Ipo di WeWork, Softbank vuole posticipare quotazione
Nuove grane per la quotazione di WeWork, società di spazi per il coworking. SoftBank Group, il maggior azionista esterno della startup, avrebbe chiesto alla società di rimandare l‘Ipo, alla luce delle crescenti preoccupazioni sulla sua valutazione. Lo rivela il Financial Times, che cita fonti a conoscenza del dossier.
Gli advisor di The We Company, la controllante di WeWork, starebbero testando l’interesse degli investitori per una valutazione tra i 15 e i 20 miliardi di dollari, molto al di sotto della valutazione di 47 miliardi di dollari data a WeWork, quest’anno, quando Softbank ha investito 2 miliardi di dollari.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.