SocGen: Bce taglierà i tassi questo e il prossimo anno come risposta alla recessione USA
La BCE ridurrà i tassi quest’anno e il prossimo anno per colpa della probabile recessione americana. Così gli analisti di SocGen, unendosi al coro crescente di quelli che prevedono che la banca centrale apporterà tagli.
Un rapporto dell’economista, Anatoli Annenkov, indica che la BCE ridurrà il tasso sui depositi di 10 punti base a settembre, dopo aver introdotto una “tendenza al ribasso” nella riunione della banca centrale della prossima settimana. Precedentemente gli analisti avevano sostenuto che non c’era bisogno che la BCE si affrettasse a tagliare i tassi a luglio. Ora le nuove stime prevedono che la banca centrale europea ridurrà ulteriormente il tasso sui depositi di 20 bp e il tasso di rifinanziamento di 10 bp nel giugno 2020, oltre a lanciare un programma QE di 40 miliardi di euro al mese per un anno.
La ragione di questa mossa è perché essa è indicata come risposta ad un rallentamento della crescita economica innescato da una recessione americana.
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Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.