Usa: creati 263 mila nuovi posti in aprile, disoccupazione ai minimi da 49 anni
Nel mese di aprile, l’economia americana ha creato 263 mila nuovi posti di lavoro. Un dato che ha spinto in basso il tassi di disoccupazione al 3,6% dal 3,8% di marzo, valore minimo da 49 anni. Si tratta di un dato nettamente superiore alle attese degli analisti, che si aspettavano una crescita pari a 217 mila. Vola il dollari, atteso avvio di contrattazioni positivo per Wall Street.
Nel settore privato, ad aprile sono stati creati 236.000 posti di lavoro mentre nel settore pubblico l’incremento è stato di 27.000 unità. Tra gennaio e aprile, i datori di lavoro statunitensi hanno creato in media 205.000 posti, meno della media mensile di 223.000 unità registrata nel 2018. Si tratta comunque di un dato che indica il buono stato di salute del mercato del lavoro americano.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.