Pop Bari: accusati di truffa l’ad e il presidente del cda
I vertici della Popolare di Bari, il presidente del consiglio di amministrazione Marco Jacobini e l’amministratore delegato Vincenzo De Bustis sono accusati di truffa.
La procura barese ha notificato un avviso di conclusione delle indagini riguardanti una signora di 84 anni che ha acquistato titoli e ha visto svalutare il proprio capitale. Secondo la procura lo ha fatto spinta con “artifizi e raggiri” da due funzionari che avrebbero approfittato della sua “particolare situazione di vulnerabilità ” spingendola “ad acquistare prodotti finanziari illiquidi e a elevata rischiosità per 130mila euro”.
Un caso che in realtà è soltanto uno dei tantissimi che la procura di Bari sta valutando nell’ambito di un’inchiesta più ampia che gira attorno alle azioni messe sul mercato a 9,53 euro, quando la Popolare comprò sotto la spinta di Banca d’Italia l’istituto Tercas. I giudici stanno indagando per capire se si è trattato di normali operazioni o se è stata consumata l’ennesima truffa ai risparmiatori.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.