Germania si sfila dalla campagna di boicottaggio contro Huawei
La Germania si sfila dalla campagna di boicottaggio portata avanti dagli Stati Uniti contro Huawei. Berlino sarebbe infatti decisa ad evitare una messa al bando delle apparecchiature elettroniche dell’azienda cinese dalla rete 5G nazionale, e a consentire una qualche forma di partecipazione alla realizzazione della nuova infrastruttura tedesca delle comunicazioni.
Secondo indiscrezioni del “Wall Street Journal”, una recente analisi dell’agenzia di sicurezza informatica tedesca non è riuscita a dimostrare che Huawei possa utilizzare le proprie apparecchiature per appropriarsi clandestinamente di dati e informazioni”.
Breaking news
I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.