Guerra dazi, Casa Bianca schizofrenica in vista del meeting Usa-Cina
Segnali contrastanti dagli Stati Uniti in attesa del meeting di questo fine settimana tra il presidente Usa Donald Trump e la controparte cinese, Xi Jinping.
Stando a Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, l’inquilino della Casa Bianca crede che ci siano “buone possibilità” che le due nazioni possano raggiungere un accordo.
“C’è molta comunicazione con il governo cinese a tutti i livelli”, ha aggiunto Kudlow anticipando che l’accordo commerciale tra Usa, Canada e Messico che sostituirà il vecchio Nafta verra’ sottoscritto in Argentina nei prossimi giorni.
I suoi commenti sono arrivati dopo che il leader Usa, in una intervista al Wall Street Journal, aveva detto che “è altamente improbabile” che Washington postici il rialzo (previsto a gennaio) dal 10% al 25% dei dazi entrati in vigore a settembre contro importazioni cinesi aventi un valore annuo di 200 miliardi di dollari. Trump aveva persino suggerito l’ipotesi di dazi del 10% su laptop e smartphone importati dalla Cina.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.