General Motors taglia personale e produzione: titolo accelera in Borsa
Nel suo primo grande piano di ristrutturazione dall’amministrazione controllata di un decennio fa e in una scelta che non piacerà né all’amministrazione Trump né al governo canadese, General Motors ha deciso di non produrre più certi modelli di auto in America e di apportare tagli al personale negli Stati Uniti. Tra le vetture che non vedremo più in commercio si possono citare la Chevrolet Cruze, la Cadillac CT6 e la Buick LaCrosse. Nell’ambito della nuova strategia, General Motors investirà maggiormente nei veicoli elettrici.
I mercati invece hanno mostrato di apprezzare i piani di riduzione dei costi con il titolo che fa un balzo di anche il 4% in Borsa (vedi grafico). Si tratta del rialzo giornaliero più poderoso dal 31 ottobre. Gli stabilimenti che chiuderanno sono concentrati in Ohio, Maryland, Michigan e Ontario (Canada). Oltre a quella di assemblaggio sudcoreana, al di fuori dai confini americani General Motors chiuderà anche altre due fabbriche entro il 2019. In tutto gli stabilimenti che la casa automobilistica di Detroit ha deciso di chiudere saranno sette.

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La borsa di Tokyo chiude in negativo, influenzata dalla frenata dei mercati internazionali nel settore tecnologico. L’indice Nikkei cala dello 0,88%, mentre il Topix scende dello 0,67%. Al contrario, l’indice sudcoreano Kospi registra un incremento del 3,26%, spinto dalla ripresa dei giganti dei chip di memoria Samsung e SK Hynix.
L’operazione si è conclusa attraverso la cessione di un veicolo societario verso il corrispettivo di 3,7 milioni di euro