Capo economista Moody’s all’Italia: “disciplina fiscale per evitare rating junk”
“Qualunque suggerimento che l’Italia voglia uscire dall’Euro sarebbe controproducente”. Così Mark Zandi al quotidiano La Stampa, dopo il declassamento dell’Italia fatto dall’agenzia di rating di cui è capo economista.
Zardi assicura che la sua agenzia, Moody’s Analitycs, non ha fini politici e lancia un monito.
Se l’Italia vuole evitare un ulteriore declassamento, che la porterebbe al livello “junk”, spazzatura, deve intervenire per tempo attraverso “una disciplina fiscale, la prosecuzione degli sforzi per rafforzare il sistema bancario, le riforme per incentivare lavoro e investimenti, un aumento della spesa per le infrastrutture neutrale sul piano del debito, un’ulteriore integrazione con la Ue e l’Eurozona”.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.