Olli Rehn (Bce): nessun contagio dall’Italia nel resto d’Europa
“Il consiglio primariamente guarda allo sviluppo dell’intera zona euro, e in primo luogo dal punto di vista dell’obiettivo della stabilità dei prezzi a medio termine. La politica monetaria si basa su questo, non nel guardare a uno stato membro, ma all’intera zona euro”: lo ha dichiarato il governatore della banca centrale finlandese e membro del board Bce, Olli Rehn, rispondendo in merito al ruolo che la Bce potrebbe assumere nel difendere i bond italiani.
“Sarebbe cosa molto gradita se l’Italia fosse in grado di attenersi alle sue promesse e attenersi ai suoi impegni per quanto riguarda la stabilità e il patto di crescita perché viviamo tutti nell’area dell’euro e ogni stato membro è dovrebbe rispettare le regole”, ha aggiunto nell’intervista rilasciata a Cnbc, “se fossi un italiano, la domanda fondamentale sarebbe: come puoi migliorare la capacità produttiva e innovativa dell’economia italiana? C’è un enorme potenziale imprenditoriale in Italia e la domanda chiave che ho in mente è come liberare quel potenziale per scopi di produttività”.
Rehn ha poi aggiunto che la recente ondata di vendite sui titoli di Stato italiani non ha avuto un impatto significativo su altri membri del blocco valutario, allontanando così i timori che i problemi italiani possano espandersi anche ad altri, come Portogallo, Spagna e Grecia.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.