Petrolio: prezzi in picchiata, timori da crisi emergenti e dazi
Prezzi del petrolio in picchiata, scendendo dai massimi di quattro mesi. Come riporta Reterus gli investitori si sono concentrati sul rischio che le crisi dei mercati emergenti e le controversie commerciali potessero intaccare la domanda.
Nel frattempo l’Agenzia internazionale per l’energia ha detto che, sebbene il mercato del petrolio si stia riducendo e che la domanda mondiale di petrolio raggiunga presto i 100 milioni di barili al giorno (bpd), i rischi economici globali sono aumentati.
“Nel 2019, un possibile rischio per le nostre previsioni si trova in alcune delle principali economie emergenti, in parte a causa di svalutazioni valutarie rispetto al dollaro USA di energia importata. Inoltre, c’è un rischio di crescita derivante da un’escalation delle controversie commerciali.
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Apertura poco mossa per Wall Street nell’ultima seduta di giugno, con gli investitori che monitorano l’andamento del petrolio e le tensioni in Medio Oriente. Il Dow Jones si muove poco sotto la parità, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq poco sopra la parità, rispettivamente a +0,07% e 0,3%
QatarEnergy ha informato Edison che non sarà in grado di effettuare le consegne relative a ulteriori 4 carichi di GNL, previsti presso il terminale di ricezione Adriatic LNG in Italia fino all’inizio di settembre 2026
Inflazione tedesca frena più delle attese a giugno
L’economia globale si muove tra due forze contrapposte: da un lato lo shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, dall’altro la spinta degli investimenti legati all’intelligenza artificiale