Petrolio, offerta settimanale Usa sale dopo produzione record e crollo export
Il contratto WTI sul petrolio scambia in calo dopo che l’agenzia API ha riportato ieri notte un incremento inatteso dell’offerta (di 629 mila barili contro i -4,1 milioni previsti). Il prezzo ha continuato a essere appesantito dai dati sulle scorte settimanali pubblicati dal Dipartimento dell’Energia Usa, che hanno confermato la crescita dell’offerta, che avviene in concomitanza con un balzo della produzione e al crollo dell’export. Le scorte settimanali di greggio sono aumentate di 5,84 milioni, sorprendendo le attese che erano per una contrazione di 4,2 milioni di barili. Si tratta del balzo più accentuato da aprile.
Se le scorte aumentano è perché l’export fa fatica (vedi grafico). La produzione in Usa ha toccato 11 milioni di barili al giorno per la prima volta nella storia. Come ricorda l’analista del settore energetico di Bloomberg Intelligence Vince Piazza, anche se le scorte di petrolio americano si prosciugano, rimangono sempre i dubbi legati alla crescita economica globale alimentati dalle tensioni commerciali e geopolitiche e da un possibile incremento delle quote OPEC. Il calo della domanda per i prodotti raffinati ha compromesso nel frattempo l’ottimismo dei gruppi petroliferi americani.

Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora piĂą significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.