Lusso: Gucci regina del web, parimerito con Burberry
È Gucci la regina incontrastata del web nel settore del lusso. Lo afferma la sesta edizione della “DigitalCompetitive Map” di Contactlab e Exane Bnp Paribas, che ha analizzato il livello di competitività digitale e cross canale di 34 marchi di moda e lusso a livello globale.
Il brand della galassia Kering, che nel 2017 ha raggiunto un giro d’affari record a 6,2 miliardi di euro di ricavi, ha accelerato sul fronte web passando dal terzo posto dello scorso anno al primo, a parimerito con Burberry, etichetta britannica che per anni ha vantato la leadership indiscussa
Ma nella top 5 della classifica generale figurano altre italiane: Valentino, che dal quattordicesimo posto nel 2017 sale al terzo seguita da Louis Vuitton, e Fendi al quindicesimo posto prima di Cartier.
Tra i brand del lusso made in Italy: Ermenegildo Zegna è salito dalla quattordicesima posizione alla settima; Bottega Veneta è passata dal ventunesimo al nono posto e, per chiudere la top 10, Bulgari ha scalato la classifica dal 24esimo al decimo posto.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.