Petrolio: Aie ritocca al ribasso la domanda per il 2018
L‘aumento dei prezzi del petrolio spingerà un po’ più in basso la domanda di greggio nel corso del 2018. Ne è convinta l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) che ha ritoccato al ribasso le previsioni di crescita della domanda a 1,4 milioni di barili al giorno, rispetto a 1,5 mln annunciati il mese scorso portandola a 99,2 milioni di barili.
“I dati recenti confermano una forte crescita della domanda dei primi due trimestri” sostenuta da “un solido contesto economico” e dal “tempo rigido” in Europa e negli Stati Uniti mentre “prevediamo un rallentamento nella seconda metà dell’anno” attribuibile per lo più al “recente balzo dei prezzi del petrolio”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.