Pensionati in fuga: tutti i numeri dell’esodo
ROMA (WSI) – Circa 373.265, da ripartire tra cittadini italiani (l’82,6%) e stranieri (il 17,4%) e 160 diversi Paesi coinvolti per un importo complessivo pari a 1.057.428.584 euro. Questi i numeri delle prestazioni pensionistiche liquidate all’estero nel 2016 secondo il Quinto Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.
La maggior parte dei pagamenti di pensioni, dice il rapporto, avviene in Ue, seguita da America Settentrionale, Oceania e America Meridionale. I fattori che spingono i pensionati in fuga? Il costo della vita e i possibili vantaggi fiscali.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.