Allarme Bce su protezionismo: “ripresa a rischio, soprattutto negli Usa”
Allarme Bce sul protezionismo nel commercio internazionale. “Una escalation significativa delle tensioni commerciali potrebbe far deragliare la ripresa in atto nel commercio globale e nell’andamento delle attivita’” si legge in una anticipazione del bollettino economico della Bce diffuso questa mattina e dedicato allo scenario che si potrebbe verificare in caso di una vera e propria guerra commerciale.
“Le simulazioni fatte dallo staff della Bce -continua il rapporto – indicano che in caso di un aumento significativo del protezionismo, l’impatto sul commercio globale e sull’output sarebbe sensibile. In uno scenario in cui gli Stati Uniti aumentassero in maniera drastica le tariffe sulle merci di importazione da tutti i paesi partner e in cui questi adottassero misure di ritorsione simmetriche, l’esito per l’economia globale sarebbe chiaramente negativo. Il commercio e l’attività globale cadrebbero rispetto allo scenario base. In uno scenario del genere, l’impatto sarebbe particolarmente sensibile per gli Stati Uniti”.
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Negli Stati Uniti, le richieste di mutuo ipotecario sono in calo, segnando un -8,5% nella settimana al 22 maggio. Anche le richieste di rifinanziamento sono crollate del 18%, mentre le nuove domande restano stabili. La Mortgage Bankers Associations riporta un aumento dei tassi sui mutui trentennali dal 6,56% al 6,65%.
La borsa di Hong Kong chiude in negativo a causa delle prese di beneficio, nonostante l’aumento degli utili delle società industriali cinesi. Le preoccupazioni per le tensioni internazionali e il debito del settore immobiliare influenzano i mercati. Anche la borsa di Shanghai registra un calo.
La Borsa di Tokyo termina la giornata praticamente invariata, con il Nikkei che segna un lieve aumento dello 0,01% e il Topix in calo dello 0,5%. Gli investitori, inizialmente incoraggiati dal rally tecnologico a Wall Street, sono stati poi influenzati dalle incertezze geopolitiche e dalle aspettative di politiche monetarie negli USA.
Le immatricolazioni di nuovi veicoli nuovi sono cresciute del 7%, raggiungendo quota 1,15 milioni il mese scorso