Usa, produttività aumenta ma meno delle stime
Secondo quanto comunicato dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti, la produttività degli Usa nel primo trimestre è aumentata del +0,7% ma si tratta di una crescita che ha deluso le stime degli analisti che erano per un balzo del +0,9%. Rispetto a un anno prima, la produttività è aumentata dell’1,3%. Inferiore alle previsioni anche il dato sul costo del lavoro negli Stati Uniti, in rialzo del +2,7% ma sotto le aspettative del 3%. Il dato dell’ultimo trimestre del 2017 è stato rivisto al ribasso dal +2,5% al +2,1%. Su base annua, il costo unitario del lavoro è aumentato nel primo trimestre dell’1,1%, un ritmo di poco maggiore della media dei 10 anni precedenti.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.