Usa, beni durevoli più richiesti del previsto: buone notizie per spese aziendali
I nuovi ordini per i beni di investimento prodotti in America sono tornati a crescere negli Stati Uniti, registrando una performance più positiva delle attese a febbraio dopo due mesi consecutivi di cali. Il rialzo è stato del 3,1% mese su mese. Le spedizioni sono aumentate dell’1,4%, la crescita più marcata da dicembre 2016, il che fa pensare che le spese e gli investimenti delle aziende americane nelle apparecchiature e attrezzature siano destinati ad aumentare nel primo trimestre dell’anno, che si concluderà tra una settimana.
Gli ordini per i beni durevoli di fondo, quelli centrali per l’economia che escludono il settore Difesa e Aerospazio, sono balzati dell’1,8% il mese scorso: si tratta dell’incremento più accentuato degli ultimi cinque mesi, un valore che fa ben sperare per l’andamento delle spese e degli investimenti privati in futuro. In gennaio il risultato era stato negativo per il -0,4%. Gli economisti interpellati da Reuters si aspettavano una crescita dello 0,8% degli ordini. Su base annuale la domanda di beni capitali “core” è salita del 7,4%.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.