Caos mercati: Grecia costretta a rimandare storica emissione di Bond
Le gravi turbolenze dei mercati finanziari hanno spinto il governo greco a rimandare il ritorno sui mercati e l’emissione di nuovo debito governativo a sette anni, una tappa importante del processo che dovrebbe vedere Atene liberarsi finalmente dai vincoli del piano di salvataggio esterno (bailout), è stata posticipata.
È da otto anni che il governo greco non tentava di collocare tanto denaro sui mercati. Ma, come ha spiegato al Guardian un lead manager, la sensazione è che sia meglio aspettare che torni un po’ di stabilità sui mercati. In fondo “la Grecia non fa questo tipo di affari molto di sovente e vuole assicurarsi che tutto vada per il meglio”. Il Tesoro greco, che doveva emettere il titolo in giornata, spera di reperire 3 miliardi di euro di capitali con l’asta sul mercato primario.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.