Evasione fiscale aziende: Unione Europea punta a recuperare 50 miliardi
L’evasione fiscale delle aziende ammonta a 50 miliardi di euro l’anno nell’Unione Europea e le autorità puntano a riscuotere per intero tale somma. Sono i dati forniti dalla Commissaria UE presente alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018 dell’Università Bocconi di Milano. Margrethe Vestager ha detto di augurarsi una rapida introduzione di una normativa che preveda l’obbligo per le multinazionali di fornire informazioni pubbliche su quante tasse pagano in ciascun Paese, il cosiddetto country-by-country reporting.
“Dobbiamo agire ora”, ha dichiarato Vestager aggiungendo che “dal 2019 una nuova Direttiva europea anti evasione fiscale chiuderà una serie di scappatoie che le compagnie utilizzano per evadere le tasse“. Sulle pratiche di evasione fiscale “la cultura sta cambiando, nelle autorità fiscali e nel business”, secondo la commissaria alla concorrenza europea.
“Mi auguro che i governi nazionali lavorino in Consiglio per trasformare rapidamente questa proposta in legge. Nella primavera dell’anno scorso abbiamo proposto di introdurre un sistema di reporting pubblico country-by-country. Significherebbe che le multinazionali dovrebbero pubblicare informazioni sulle tasse che pagano in ciascun paese UE e le attività che hanno lì. Il pubblico potrebbe così vedere da sé se quelle società pagano le tasse dove realizzano i propri profitti”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.