Panama Papers: anche Oxford e Cambridge investono off-shore
Si allarga l’inchiesta sui Panama Papers e secondo il Guardian sono coinvolte anche le università di Oxford e Cambridge hanno investito decine di milioni di sterline in fondi offshore, e anche in una joint venture per sviluppare esplorazioni petrolifere e perforazioni in alto mare.
Secondo i documenti, entrambe le università investirono in società di private equity con base nel Dalware alle isole Cayman. In particolare Oxford ha investito 3,4 milioni di dollari (2,6 mln di sterline) in una società di private equity, la Coller International, mettendoli in due fondi separati, mentre Cambridge ha investito 1,7 milioni di dollari.
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Apertura in calo a Wall Street con il petrolio Wti in forte rialzo. L’Iran interrompe i negoziati con gli USA, aumentando le tensioni geopolitiche. Gli investitori attendono i dati sull’occupazione di maggio e l’indice manifatturiero PMI, previsto in aumento. Il Dow Jones e lo S&P 500 registrano perdite, mentre il Nasdaq rimane stabile.
A maggio, le vendite di veicoli della cinese Byd sono aumentate per la prima volta in nove mesi, sostenute dalla domanda internazionale e dagli alti prezzi del petrolio che favoriscono il passaggio alle auto elettriche.
Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona si è mantenuto stabile al 6,3% ad aprile, come riportato da EUROSTAT. Questo dato è leggermente superiore alle stime degli analisti, ma invariato rispetto al mese precedente. Nell’intera Unione Europea, il tasso è rimasto al 6%.
Alla conferenza COMPUTEX di Taiwan, Nvidia ha presentato i suoi nuovi superchip RTX Spark per computer Windows, sviluppati in collaborazione con Microsoft e MediaTek. Inoltre, è stato introdotto il chip AI Vera, destinato a rivoluzionare l’esecuzione di agenti di intelligenza artificiale, con spedizioni previste in autunno.