Dl fiscale: norma anti scalata non si applica al caso Vivendi-Mediaset
MILANO (WSI) – La norma anti-scalata inserita nel decreto fiscale non è retroattiva e quindi non si applica al caso Vivendi-Tim e Vivendi-Mesiaset. A dirlo il ministero dello sviluppo economico. Le nuove norme “antiscorrerie”, varate dal governo servono per evitare scalate ostili a società quotate italiane, prevedono un obbligo aggiuntivo di informazioni per quote azionarie del 10% del capitale.
“I provvedimenti relativi alle grandi imprese in crisi, al rafforzamento della golden power e alla norma antiscorrerie, rispondono all’esigenza fondamentale e urgente, anche visto l’approssimarsi di una stagione elettorale, di varare regole e strumenti che mettano in sicurezza gli asset strategici del Paese (…) l’Italia è un paese aperto agli investimenti internazionali, ma pretende il rispetto delle regole da parte degli investitori e tutela l’interesse nazionale come fanno tutti le grandi economie mondiali”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.