La reazione delle Borse all’ondata record di trimestrali europee
In Europa le Borse scambiano contrastate stamattina. A influire sulle contrattazioni è l’andamento dei gruppi quotati che stanno riportando in massa i conti fiscali oggi. Ottanta società dell’indice paneuropeo Stoxx 600 rendono oggi noti i risultati trimestrali: in pratica quasi un settimo (13,4%) delle maggiori aziende quotate, un record. I gruppi di bibite e bevande sono tra i più richiesti nella regione dopo che l’AD di Diageo ha espresso ottimismo sull’outlook del business.
AstraZeneca invece sono destinati a subire la perdita giornaliera di sempre. In questo caso non c’entrano i conti fiscali bensì il risultato di uno studio importante su una cura per il cancro ai polmoni. Il fallimento dei test di laboratorio ha fatto perdere 13 miliardi di dollari di capitalizzazione alla compagnia farmaceutica.
Deutsche Bank cala in Borsa dopo aver riportato una contrazione del 10% dei ricavi. La prima banca di Germania ha avuto la stessa sorte delle controparti americane, pagando cara la debolezza delle attività di trading nel reddito fisso. Dal canto suo Shell è invece uno dei gruppi che ha battuto le attese, con profitti più che triplicati nel secondo trimestre malgrado i prezzi sempre bassi del petrolio. Il CEO Ben van Beurden osserva come il mercato energetico stia riguadagnando una certa stabilità.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.