10:34 giovedì 13 Luglio 2017

Brexit, investitori istituzionali: aumentano chance che sia ‘morbida’

La fiducia degli investitori sul tema Brexit è in graduale aumento, con il 45% degli intervistati che stimano una crescita positiva a livello globale nel breve termine (dai tre ai cinque anni), pari ad un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo del 20162. Sono i risultati evidenziati dall’indice Brexometer, un sondaggio trimestrale di State Street riguardante l’umore degli investitori istituzionali in merito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Un terzo del campione interpellato nel sondaggio del terzo trimestre ritiene che gli asset owner aumenteranno il proprio livello di rischio in relazione agli investimenti nei prossimi tre-cinque anni, pari ad un incremento del 7% rispetto al quarto trimestre del 2016. C’è stato anche un moderato aumento dell’interesse per gli asset del Regno Unito, con il 16% degli intervistati che stima di accrescere la propria esposizione nei prossimi sei mesi, il 3% in più rispetto al primo trimestre del 20173.

Un altro dato rilevante riguarda il fatto che la maggioranza degli intervistati (72%) ritiene che la Brexit avrà un impatto sul proprio business, una percentuale in calo di sette punti rispetto ai dati del trimestre precedente.

“La scadenza di marzo 2019 è più vicina di un trimestre – ha osservato Michael Metcalfe, responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets – ma né le elezioni nel Regno Unito né l’avvio dei negoziati per la Brexit sono riusciti a definire quello che succederà. Anzi, i possibili scenari sono addirittura aumentati. Il mancato raggiungimento della maggioranza da parte del partito Conservatore alle recenti elezioni parlamentari e la necessità di creare una coalizione con il Democratic Unionist Party (DUP) hanno incrementato le speranze per una versione più ‘morbida’ della Brexit e, allo stesso tempo, le possibilità di uno stallo politico o di un mancato raggiungimento di un accordo”.

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