Economisti italiani: opportunità unica per rivedere fiscal compact
Per il professore di Economia Politica all’Università degli Studi di Milano Giulio Sapelli, intervenuto sui giornali italiani per commentare la proposta di Renzi di recedere dal Fiscal Compact, tagliare le tasse per tutti incuranti delle limitazioni troppo restrittivo sul deficit, questa è un’opportunità unica da cogliere per slegare l’Italia dalle regole del fiscal compact.
A proposito degli aspetti tecnici “assai pochi economisti di valore concordano con i vincoli del pareggio di bilancio (…) una scelta estremamente improvvida”, dice Sapelli, il quale è convinto che sia “pericoloso riportare il bilancio in pari troppo rapidamente“, perché spesso questi sforzi finiscono per danneggiare la ripresa economica. Senza parlare poi dei rischi di dissoluzione dello stato sociale. Si dovrebbero seguire strategie più dure in diplomazia quanto si tratta con Bruxelles e la Germania, secondo Sapelli, per combattere “regole assurde”.
D’altronde persino il Fondo Monetario Internazionale l’anno scorso aveva ammesso che l’austerity non funziona ed è anzi controproducente. Per Gustavo Piga, professore di Economia all’Università degli Studi di Roma, che ha espresso la sua opinione sul Sole 24 Ore di oggi, l’impianto di regole europee del patto di stabilità va rivisto. Tagliare le tasse senza investire come vorrebbe fare l’ex premier Renzi se eletto alle prossime politiche del 2018, però, rischia di non fare decollare abbastanza la crescita, secondo Marco Ruffolo di La Repubblica.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.