Fmi rivede al ribasso la crescita Usa per 2017 e 2018
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita per gli Stati Uniti, sostenendo apertamente che il previsto piano fiscale è ancora avvolto dall’ “incertezza”, con “molti dettagli” che evidentemente “non sono ancora stati decisi”. Per il 2017 e il 2018 si prevede una crescita del Pil al 2,1%, notevolmente al di sotto dei target dell’amministrazione Trump. Nel precedente World economic outlook (Weo) il Fmi aveva stimato una crescita del 2,3%.
Nel 2019 è atteso un +1,9% del Pil Usa e nel 2020 dell’1,8%, in linea con la crescita potenziale americana stimata per il lungo termine nel Weo.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.