Sorpresa: il Pil italiano è aumentato più del previsto
Il Pil italiano è cresciuto più di quanto ci si aspettava a inizio anno. Nel primo trimestre del 2017, infatti, è salito dello 0,4 % rispetto ai tre mesi precedenti. Le stime preliminari dell’Istat dello scorso 16 maggio avevano ipotizzato un aumento congiunturale del Pil dello 0,2% e uno tendenziale dello 0,8%.
Rispetto invece al primo trimestre del 2016, il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dell’1,2%. Il dato tendenziale risulta essere il più elevato mai registrato dal quarto trimestre del 2010. I numeri danno ragione al governo e alle stime contenuto nel Documento di economia e finanza. Detto questo, si tratta comunque di una variazione che rimane modesta.
“Un dato incoraggiante“, lo ha definito Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “considerato che non si verificava un rialzo così consistente da oltre 6 anni. Le stime contenute nel Def, anche se non sono relative al Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato reso noto oggi, sono ora credibili e raggiungibili”.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.