Gm, vendite Usa ben al di sotto delle attese. Per Ford calo superiore a -7%
In calo il titolo General Motors, che sconta la pubblicazione dei risultati relativi alle vendite di auto negli Stati Uniti. Il rialzo delle vendite, a marzo, è stato di appena +1,6% a 256.224 unità, rispetto al +9,6% atteso. Il colosso automobilistico ha reso noto di prevedere un livello delle scorte, nel secondo trimestre, inferiore a quello del primo trimestre. Riguardo all’intero 2017, le scorte sono attese praticamente agli stessi livelli del 2016. Il titolo GM è sotto pressione dopo i dati sulle vendite Usa.

Ford chiude invece il mese di marzo con una vendita di automobili in calo di ben il 7,3%. Il dato è comunque migliore delle attese, con gli analisti che avevano previsto una flessione dell’8,2%. Le quotazioni sono sotto pressione.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.