Russiagate: Flynn, ex consulente Trump, testimonierà all’Fbi ma pretende immunità
Testimonianza sul ‘Russiagate’, la vicenda dei legami tra figure dell’entourage del presidente americano con la Russia, in cambio dell’immunità. È quanto ha chiesto Michael Flynn, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale americano costretto a dimettersi dopo soli 24 giorni per via dei suoi contatti con l’ambasciatore russo a Washington:
L’offerta è stata trasmessa – secondo il Wall Street Journal – dal suo avvocato, Robert Kelner, alla polizia federale americana e alle commissioni di inchiesta della Camera dei rappresentanti e del Senato.
Al momento, sostiene il Wsj, citando diverse fonti ufficiali che hanno richiesto l’anonimato, non è stata accettata.
“Non si sa se Flynn abbia proposto di parlare di aspetti specifici del periodo trascorso a lavorare per Trump, ma il fatto che chieda l’immunità suggerisce che Flynn ritiene di potere ritrovarsi con problemi giudiziari dopo il suo breve mandato da consigliere della sicurezza nazionale”, spiega il quotidiano, citando una fonte vicina al governo.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.