Fisco: ultima chiamata per lo spesometro annuale
ROMA (WSI) – Il mese di aprile è ricco di scadenze fiscali dal versamento Iva alle ritenute di imposta, fino allo spesometro annuale.
Il 10 aprile infatti è la deadline per lo spesometro annuale 2017: entro tale data infatti contribuenti Iva mensili ( quelli trimestrali hanno tempo fino al 20 aprile) devono comunicare lo spesometro annuale relativo al 2016.
Intanto in materia di Iva, il decreto legge collegato alla manovra di bilancio 2017, modificando il Dl 78/2010, allo scopo di semplificare e razionalizzare gli obblighi dei contribuenti, ha abrogato l’invio annuale dello spesometro e ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, due nuovi adempimenti che sono la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute e quella dei dati delle liquidazioni periodiche.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.