Riforma Obamacare, Repubblicani rimandano riunione: è caccia all’ultimo voto
I Repubblicani alla Camera hanno posticipato una riunione che avrebbe dovuto svolgersi alle 13 italiane (le 9 ora di Washington), ma questo non significa che il voto al Congresso sulla riforma del sistema di assistenza sanitaria voluta dal governo non troverà i consensi necessari in Parlamento.
Anzi, girano voci che i voti alla fine si troveranno per il disegno di legge dei Repubblicani, ma non prima di aver apportato modifiche al testo. Il deputato Kevin Brady ha detto ai giornalisti che c’è ancora del lavoro da fare per ottenere tutti i voti necessari per ottenere l’approvazione del testo, ma che ci siamo quasi (“al 90%”). Mo Brooks, anche lui un deputato del partito dei Repubblicani, ha detto che 3o-40 membri del suo partito dovrebbero votare contro la proposta di legge.
Non penso che il mercato finanziario voglia affrettare giudizi, perché la realtà politica è molto complicata. Anche secondo alcuni analisti è meglio aspettare l’inizio dei lavori alla Camera e possibilmente l’esito del voto prima di prendere nuove posizioni. Gli investitori temono che le divisioni interne ai Repubblicani circa l’eliminazione e la sostituzione dell’Obamacare possano ritardare l’arrivo delle misure pro crescita promesse da Donald Trump.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.