Elezioni Olanda, i liberali del premier Rutte sono in testa
Sollievo per l’Unione Europea e per i mercati: nel primo exit poll uscito dopo la chiusura dei seggi, il partito di centro destra del premier Mark Rutte è dato in testa con 31 seggi sui 150 a disposizione. La corsa è comunque agguerrita, almeno a giudicare dal sondaggio condotto su un campione ristretto di olandesi intervistati all’uscita dalle urne, con sei partiti con più di 14 seggi. Al partito di estrema destra anti europeista e anti immigrazione di Geert Wilders, vera mina vagante del voto, andrebbero 19 seggi. Il secondo exit poll, più preciso, diffuso poco dopo le 21.30, ha confermato lo stesso dato.
I sondaggi pre voto davano il partito dei liberali di Rutte (VVD) impegnato in un testa con il PVV di Wilders: a entrambi venivano assegnati ipoteticamente circa 20-25 seggi: se dovesse finire come vogliono gli exit poll, risultato provvisorio e non ufficiale delle elezioni, Rutte dovrebbe comunque fare alleanze con altri tre partiti per formare una maggioranza parlamentare. La conta dei voti impiegherà dei giorni a concludersi e l’esito ufficiale delle elezioni verrà annunciato tra una settimana. Al partito dei socialisti andrebbero circa 14-15 seggi. Se finisse così il partito dei Verdi (GroenLinks, 16 seggi dai 4 del 2012) avrebbe quadruplicato i voti, mentre il partito laburista PvdA avrebbe ottenuto il suo minimo storico (9 seggi contro i 38 del 2012).

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Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.