Eurozona, in ripresa (ma a passo lento) la produzione industriale
Industria europea recupera il passo. Secondo i dati Eurostat, nel mese di gennaio la produzione industriale in gennaio ha segnato un aumento dello 0,9% dal -1,2% del mese precedente, sotto le attese che si aspettava +1,3%. Su base annua la cresciuta è stata dello 0,6% dopo il 2,5% di dicembre (dato rivisto al rialzo dal 2%).
Il maggior incremento della produzione industriale, a livello mensile, è stato osservato in Irlanda (più 3,4 per cento), Germania (più 3,3 per cento) e Grecia (più 2,5 per cento), mentre la flessione più significativa è stata in Croazia (meno 6,8 per cento), Danimarca (meno 4,6 per cento) e Bulgaria (meno 3,9 per cento).
Rispetto a gennaio 2016, l’aumento maggiore della produzione industriale è stato registrato in Lituania (più 8,4 per cento), Grecia (più 7,4 per cento) ed Estonia (più 6,7 per cento), mentre il calo maggiore in Irlanda (meno 8,6 per cento), Bulgaria (meno 1,2 per cento) e Lussemburgo (meno 0,9 per cento).
Breaking news
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni