Aumento Iva? Andrebbero in fumo 8,2 miliardi di consumi
Se il governo decidesse di innalzare l’Iva, perderemmo a regime 8,2 miliardi di consumi: si tratta di circa 305 euro di spesa in meno a famiglia. E’ quanto emerge da una simulazione condotta da Ref Ricerche per conto di Confesercenti, che ipotizza un incremento di 3 punti per l’aliquota agevolata (dal 10% al 13%) e di 1 punto sull’aliquota super-agevolata (dal 4 al 5%).
Sul prodotto interno lordo, invece, l’impatto negativo sarebbe dello -0,3%, pari a -5 miliardi di euro.
L’effetto atteso sui prezzi, sottolinea Confesercenti:
“è di un aumento dello 0,7%. Una stangata che secondo le nostre analisi si trasformerebbe quasi completamente in contrazione di spesa, anche considerando che le due aliquote interessano molti servizi e generi di largo consumo, colpendo anche le fasce più deboli della popolazione”.
Tra i prodotti coinvolti dall’incremento di imposizione fiscale ci sarebbero beni alimentari di prima necessità (come carne, pesce uova e latte) ma anche servizi di ristorazione e turistici e medicinali per uso umano e veterinario.
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La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.