La Grecia ha chiesto 3 miliardi anche alla Banca Mondiale
Mentre sono ancora in corso i negoziati fra i creditori esteri e la Grecia per l’erogazione dei nuovi finanziamenti necessari al salvataggio delle finanze del Paese, Atene gioca una nuova carta: chiedere un prestito alla Banca Mondiale. Il mandato di quest’organizzazione, però, è quello di aiutare il finanziamento di progetti nei Paesi in via di sviluppo, una categoria nella quale difficilmente potrebbe essere inserita la Grecia. Il piano del governo Tsipras sarebbe quello di farsi accordare 3 miliardi di euro per finanziare un programma volto a creare 100mila posti di lavoro all’anno per 3 anni. Un funzionario dell’esecutivo ha dichiarato che Atene è ben consapevole che le chance di successo per questa richiesta non sono molte.
“Il Governo greco ha chiesto alla Banca Mondiale di fornire assistenza tecnica e finanziaria per affrontare le pressanti sfide del momento, tra cui la disoccupazione a lungo termine, la competitività, la crescita economica e le questioni sociali”, ha confermato un portavoce della Banca Mondiale.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.