Cina liquida somma record di titoli Usa, Giappone diventa primo creditore
È ormai ufficiale: la Cina è il secondo creditore di titoli governativi degli Stati Uniti d’America, con Pechino che viene scalzato da un’altra potenzia asiatica, il Giappone. Se fino ad un mese fa Pechino aveva liquidato 375 miliardi di dollari, oggi segna un altro record, con la vendita di 403 miliardi di dollari di Treasuries.
Obiettivo dell’operazione per la Cina è tutelare lo yuan e al tempo stesso aumentare i dollari necessari per sostenere la propria valuta con le riserve in divisa straniera. I titoli governativi Usa in mano alla Cina sono scesi al livello più basso di almeno sei anni.
La somma record liquidata ha portato la Cina a detenere la cifra di 1.116 miliardi di dollari in titoli del debito americano, l’importo più basso di debito degli Stati Uniti detenuto da Pechino dal 2010. Sui mercati il rendimento dei Treasuries Usa decennali di riferimento, in rialzo da quest’estate, è salito sopra il 2,5%.

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FINMA conferma che tutte le misure richieste a seguito della conclusione del procedimento esecutivo del 2024 sono state implementate. Si concludono pertanto tutte le vertenze pendenti con i diversi Regolatori nei confronti di Leonteq.
Tassi fermi per la Bank of England (BoE) che decide di mantenere il costo del denaro al 3,75%. I commenti
Wall Street apre in rialzo con il Nasdaq che segna un +1,4%, trainato dal balzo di Intel del 10,7% dopo l’annuncio di una collaborazione con Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. La Federal Reserve mantiene i tassi invariati, ma alcuni membri del comitato prevedono un aumento imminente. Il Dow Jones e lo S&P 500 registrano anch’essi incrementi significativi.
Negli Stati Uniti, la richiesta iniziale di sussidi di disoccupazione è scesa di 4.000 unità nella settimana terminata il 13 giugno, raggiungendo quota 226.000, secondo il Dipartimento del Lavoro. Questo dato ha superato leggermente le aspettative, che erano di 225.000. La settimana precedente è stata rivista al rialzo a 230.000 richieste. Tuttavia, il numero complessivo di persone che ricevono sussidi è aumentato di 24.000, arrivando a 1.810.000 nella settimana conclusasi il 6 giugno.