Adusbef: un terzo della tredicesima per pagare il saldo IMU
ROMA (WSI) – Tredicesime più ricche quest’anno per molti italiani che incasseranno il prossimo 15 dicembre 34,9 miliardi di euro, circa l’1,5% in più rispetto al 2015. Tuttavia un terzo della mensilità, in media 530 euro – due terzi quasi 1000 euro per chi vive in una grande città – verrà usato per pagare il saldo Imu in scadenza il prossimo 16 dicembre.
Questi i calcoli di Adusbef e Federconsumatori secondo cui di quasi 35 miliardi di tredicesima che gli italiani incasseranno nei prossimi giorni, resteranno appena 5 miliardi (il 14,8%) da spendere per regali, viaggi o il cenone, mettendo magari anche qualcosa da parte. La tredicesima arriverà per 9,30 miliardi ai pensionati, 9,70 miliardi ai lavoratori pubblici e 15,90 miliardi (+0,6%) ai dipendenti privati (terziario agricoltura, industria).
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.