Ocse, cresce il superindice ma l’Italia resta indietro. Pecora nera d’Europa
Siamo il fanalino di coda dell’Europa che conta (economicamente parlando). Il superindice dell’Ocse è cresciuto ma l’Italia non riesce a tenere il passo degli altri paesi e, anzi, registra una retromarcia rispetto al dato di settembre. L’indice è salito a 99,84 punti due mesi fa, contro i 99,8 di settembre. In Italia il superindice è calato a 100,13 punti dai 100,18 del mese precedente.
L’Ocse cita un’accelerazione della crescita in diverse economie industrializzate e un rafforzamento anche nelle principali paesi emergenti. Segnali di miglioramento sono stati registrati negli Stati Uniti, in Canada, in Germania e anche in Francia. Idem per il Regno Unito, per lo meno sul breve, anche se l’Ocse è preoccupata per i rischi legati all’incertezza sull’esito delle trattative sulla Brexit.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunitĂ di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacitĂ canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilitĂ in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.