Mercati asiatici contrastati. Indice Nikkei piatto, petrolio osservato speciale
Azionario asiatico contrastato, alle prese con le vendite sui titoli energetici, in attesa del meeting dell’Opec, che prenderà il via ufficialmente oggi, a Vienna. I prezzi del petrolio sono crollati di quasi -4% durante le contrattazioni di Wall Street, sulla scia dei rinnovati timori riguardo alla capacità dei paesi Opec di giungere a qualche forma di accordo.
Nelle contrattazioni asiatiche, i prezzi del petrolio hanno poi recuperato terreno, dopo che l’American Petroleum Instituite ha reso noto che la scorsa settimana le scorte di petrolio crude sono scese di 720.000 barili.
Lo scetticismo verso un potenziale accordo tra i paesi dell’Opec ha messo tuttavia sotto pressione i titoli energetici: a Sidney Santos, Oil Search e Woodside Petroleum hanno ceduto tra -2% e -3%. Sulla borsa di Tokyo Japan Petroleum ha perso oltre -3% e a Seoul S-Oil ha ceduto quasi -2%.
La borsa di Tokyo ha chiuso la sessione con una variazione +0,01% a 18.308,48 punti; Hong Kong +0,34%, Sidney -0,31%, Shanghai cede -1% circa, Seoul +0,26%.
Breaking news
Petrolio fiacco in avvio di giornata. Nonostante via siano pochi segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, il mercato petrolifero continua a essere influenzato dalle aspettative di un accordo imminente
I principali dati macro in uscita oggi, venerdì 5 giugno 2026
L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.