Petrolio fa dietrofront, ministri Iran, Nigeria e Iraq non saranno a riunione Opec
Dietrofront per le quotazioni del petrolio, dopo la notizia riportata da Bloomberg secondo cui i ministri petroliferi di Iraq, Iran e Nigeria non saranno presenti alla riunione dell’Opec che si svolgerà a Doha.
Si teme di nuovo un flop nelle trattative che mirano a un taglio della produzione nei paesi che fanno parte del cartello. Tra l’altro l’Opec ha indicato lo scorso mese che l’Iran, la Nigeria e la Libia potrebbero essere esonerate dalla richiesta di tagli all’output, viste le sanzioni e i problemi di sicurezza che hanno già ridotto la loro offerta di petrolio. L’Iraq desidera un trattamento simile, citando il peso della guerra contro i militanti dell’Isis.
Dopo il balzo di ieri successivo alle dichiarazioni del ministro petrolifero russo Novak – che ha parlato di “alte probabilità” di un accordo tra i paesi dell’Opec, i prezzi del petrolio sono in ribasso.
In realtà, anche se i tre ministri petroliferi non saranno presenti alla riunione, comunque non mancheranno i rappresentanti di Iran, Iraq e Nigeria.
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Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.