Niente effetto Trump in Francia, sondaggisti avvertono: Le Pen non può trionfare
Dopo gli abbagli delle elezioni Usa i sondaggi spostano l’attenzione sulle future elezioni presidenziali in Francia, nelle quali, anche qui, il candidato “di rottura” è fortemente penalizzato dalle proiezioni. Marine Le Pen e il suo Front National, che dovrebbero raccogliere al primo turno un consenso compreso tra il 25 e il 29%, secondo i sondaggi condotti da BVA il 14 ottobre, sarebbero in svantaggio di 30 punti al ballottaggio, qualora l’avversario fosse il sindaco di Bordeaux, il repubblicano Alain Juppe.
Nel caso di un ballottaggio fra la destra nazionalista e l’ex presidente Nicolas Sarkozy, invece, il margine scenderebbe a un pur sempre abbondante 12%. Le possibilità di sorprese, questa volta, dovrebbero essere drasticamente inferiori rispetto alle precedenti esperienze della Brexit e della vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti: “Mai dire mai”, ammette a Bloomberg Bruno Jeanbert, vice direttore amministrativo di OpinionWay, “ma penso che che noi abbiamo alcuni vantaggi rispetto ai nostri colleghi sondaggisti americani; una sorpresa stile Trump qui è meno probabile”.
La Francia sarà chiamata al voto il prossimo 23 aprile 2017.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.