Petrolio in rimonta su attese legate a produzione Opec e gas di scisto: prezzi +2%
Sui mercati delle materie prime il petrolio è in rimonta del 2% circa: i prezzi si allontano così dai minimi plurimensili testati ieri. A spingere le quotazioni del greggio sono le aspettative di un calo della produzione di gas di scisto e le rinnovate speranze di un accordo dell’Opec per limitare la produzione di barili in eccesso.
Il contratto Wti sul petrolio con scadenza dicembre fa un balzo di 90 centesimi (+2,1%) a quota 44,22 dollari al barile. Ieri i prezzi hanno toccato i minimi di due mesi. I future sul Brent con consegna gennaio sono in rialzo dell’1,9% (+81 centesimi) a quota 45,24 dollari. Secondo le stime, la produzione di petrolio di scisto in Usa dovrebbe scendere ai minimi da aprile 2014, in area 4,5 milioni di barili al giorno.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.