Immobiliare: in Italia aumentano le vendite di casa all’asta
ROMA (WSI) – In forte espansione, complice la crisi economica, il mercato delle aste immobiliari. Sono circa 278mila ogni anno le esecuzioni immobiliari che si registrano in Italia secondo un’indagine realizzata da Immobiliare.it. Circa 142mila euro è il valore medio degli immobili residenziali messi all’asta in Italia con superficie media pari a poco meno di 100 metri quadri.
Guardando alle singole regioni, su un campione di 500mila immobili in asta, la regione dove i prezzi medi di partenza è più alto, circa 223mila euro, è il Trentino Alto Adige. Al secondo posto il Lazio con 215mila euro e terzo la Sardegna con 201mila euro.
Per quanto riguarda la grandezza, la Sicilia è la regione che mette all’asta case molto grandi, in media di 148 mq, mentre quelle più piccole, che non superano i 100 mq si trovano in Liguria, Trentino, Piemonte, Lombardia e Toscana. La città più cara in assoluto? Roma con prezzi in media di 195mila euro per 117 mq di abitazione e seconda Firenze con valori medi introno a 251mila euro per circa 114mq di casa.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.