Think tank: se eletto, Trump porterebbe gli Usa in recessione in due anni
NEW YORK (WSI) – L’agenda commerciale di Donald Trump farebbe finire gli Stati Uniti in recessione entro due anni. L’allarme arriva da uno studio del think tank non schierato politicamente Peterson Institute for International Economics (Piie), che punta il dito soprattutto contro le politiche protezionistiche che il candidato repubblicano alla Casa Bianca propone.
Sempre secondo lo studio, la sua strategia provocherebbe la perdita di quasi 4,8 milioni di posti di lavoro nel settore privato e una minore disponibilita’ per i consumatori americani di prodotti stranieri ora ampiamente diffusi negli Stati Uniti, come gli iPhone.
Detto questo, anche la politica commerciale della candidata democratica, Hillary Clinton, non sarebbe ideale, soprattutto a causa della sua opposizione al trattato Trans-Pacific Partnership, che gli Stati Uniti stanno negoziando con il Giappone e altre dieci Paesi affacciati sul Pacifico.
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Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, influenzata dal calo nel settore tecnologico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mentre gli investitori si mostrano cauti, la Borsa di Shanghai si mantiene stabile grazie a misure governative.