Panama Papers, Danimarca compra per milioni di corone dati segreti
NEW YORK (WSI) – La Danimarca fa sul serio con gli evasori dei Panama Papers. Copenhagen ha infatti annunciato che pagherà fonti anonime per acquistare, al prezzo di diversi milioni di corone, dati segreti su cittadini danesi sospettati di aver frodato il fisco reale.
“Dobbiamo utilizzare tutte le misure necesarie a nostra disposizione per acciuffare i colpevoli di evasione fiscale che nascondono fortune in paradisi esteri, per esempio a Panama, sottraendosi al dovere comune dei cittadini di pagare le tasse”, ha detto il ministro dell’amministrazione fiscale del regno, Karsten Lauritzen, aggiungendo: “Non possiamo essere sicuri del risultato finale dell’azione, ma tutto lascia pensare che avremo informazioni utili che l’amministrazione tributaria danese potrà utilizzare”.
Breaking news
Novartis ha riportato profitti superiori alle attese grazie ai nuovi farmaci oncologici, compensando l’impatto dei generici su Entresto. Le vendite del secondo trimestre hanno superato le previsioni degli analisti. Il CEO Vas Narasimhan punta sull’innovazione per guidare la crescita, con nuovi farmaci come Rhapsido che mostrano risultati promettenti.
Donald Trump ha annunciato un dazio del 50% su alcuni prodotti canadesi, in risposta a presunti trattamenti discriminatori. Le nuove tariffe, che escludono risorse come energia e minerali, entreranno in vigore tra 30 giorni, colpendo beni per un valore di 20 miliardi di dollari. Il premier canadese Mark Carney ha espresso la volontà di negoziare per risolvere la disputa.
Wall Street apre la settimana con andamenti contrastanti mentre prosegue la stagione delle trimestrali. Gli investitori osservano attentamente i risultati di Tesla, IBM, Alphabet e Intel, valutando l’impatto degli investimenti in intelligenza artificiale. Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche con raid aerei tra USA e Iran. Il Dow Jones segna un leggero progresso, seguito da S&P-500 e Nasdaq 100.
Seduta all’insegna dei forti rialzi per il gas naturale in Europa. Nelle prime ore della mattinata, le quotazioni all’ingrosso hanno registrato uno strappo fino a quasi il +3,5%, raggiungendo i livelli più alti dalla fine di marzo