Esodati, Inps contro ottava salvaguardia: “costosa e iniqua”
No all’ottava salvaguardia per gli esodati rimanenti, sì al varo di un intervento strutturale per la flessibilità in uscita: questa la posizione espressa dall’Inps, che ritiene eccessivamente costoso un ulteriore intervento a protezione dei danneggiati dall’introduzione della riforma Fornero.
“Se la sequenza degli interventi di salvaguardia dovesse protrarsi, emergerebbe con sempre maggiore chiarezza il progressivo cambiamento di obiettivo di queste misure”, ammonisce il presidente dell’Inps, Tito Boeri, illustrando alla Camera la relazione annuale dell’Istituto, “non un esonero indirizzato in maniera specifica ai lavoratori che si trovano in difficoltà economica negli anni tra la cessazione dell’attività e la percezione della prima pensione a causa delle modifiche introdotte dalla legge n. 214 del 2011 (gli esodati in senso stretto), ma un surrogato di politiche passive del lavoro o di altri istituti di welfare oggi sottodimensionati o assenti per tutelare platee più ampie e non necessariamente, o non tutte, danneggiate in maniera diretta dalla riforma”.
E ancora: “Le salvaguardie rappresentano, di fatto, una soluzione di pensionamento flessibile senza penalizzazioni dedicata a specifiche categorie di lavoratori. Deroghe di questo tipo possono essere giustificate solo per particolari categorie di lavoratori (come, ad esempio, gli usuranti)”.
Boeri, dunque invoca “forme di flessibilità sostenibile alla nostra portata” in luogo di “soluzioni inique ovvero a soluzioni estemporanee e scarsamente efficaci”.
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