13:07 martedì 28 Giugno 2016

Sequestro Moro, Cutolo: Potevamo salvarlo. Fermati dai piani alti

Il boss della Nuova camorra organizzata detenuto dal 1979, Raffaele Cutolo, avrebbe potuto intervenire in soccorso di Aldo Moro, ma dai piani alti della politica sarebbe arrivato un contrordine firmato Antonio Gava, democristiano destinato a divenire ministro dell’Interno. E’ la versione, arricchita di particolari, che Cutolo ribadisce ai collaboratori della nuova commissione d’inchiesta sulla morte del leader democristiano sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

“Non per fare il buffone, ma Aldo Moro lo potevo veramente salvare. Allora, con la mia organizzazione, eravamo fortissimi, anche su Roma”, ha detto Cutolo, poi, da Roma un ordine recapitato dal latitante Enzo Casillo cambiava i piani: “Mi disse che i suoi amici avevano detto di farci i fatti nostri, di non interessarci di Moro… Erano politici di alto grado… La Democrazia cristiana, comunque […] Mi sembra di parlare male, adesso che è morto. [si trattava di] Gava, comunque”.

E ancora: “Se sapessi altre cose le direi, perché non ho niente da perdere né da guadagnare. Anzi, da guadagnare per aiutare la famiglia Moro a scoprire la verità, ma penso che non si scoprirà mai… Perché, come si dice, quando ci sono implicate persone molto in alto… la puzza più in alto è e più si sente. Non l’hanno voluto salvare, questo ve lo posso dire”, ha detto Cutolo.

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