Imprese italiane, effetto Brexit: perdite da 1 miliardo l’anno
MILANO (WSI) – Il Regno Unito decide di lasciare l’Unione europea e a rimetterci sono anche le imprese italiane. La Brexit potrebbe costare a quelle aziende che esportano verso il Regno Unito oltre 1 miliardo di euro l’anno per effetto del ritorno possibile dei dazi.
A fare i calcoli la società di consulenza Prometeia secondo cui, ipotizzando un aggravio contenuto, il dazio medio applicato alle imprese italiane potrebbe sforare il 5% del valore esportato.
“Immaginando che le imprese italiane mantengano invariati i prezzi in euro e si facciano carico del dazio, il Brexit potrebbe costare nel complesso più di un 1 miliardo di euro, pari comunque “solo” allo 0,25% dell’export italiano nel mondo”.
A essere maggiormente penalizzate dall’esportazione le imprese operanti nel made in Italy tradizionale, dove si stimano perdite di 420 milioni nel settore alimentare e 200 milioni nella moda.
La svalutazione della sterlina – continua nella sua nota la società di consulenza – inoltre potrebbe rappresentare “uno svantaggio competitivo rilevante, seppur temporaneo” e questo sia in termini di competitività sul mercato britannico, sia in altri paesi dove le aziende italiane e britanniche sono in competizione. Su quest’ultimo punto però, sottolinea Prometeia, i due paesi “non presentano elevati punti di attrito”.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.